Iniziano i sopralluoghi per le riprese! In osteria, ovviamente.

Sabato 21 maggio sono iniziati i sopralluoghi per le riprese del film documentario “Itaca nel Sole”. Parte della troupe si è spinta fino a Breno, nel cuore della Val Grande di Lanzo, uno dei luoghi simbolo della vita e dell’attività sportiva e letteraria di Motti. Nonostante l’assenza di vette famose a livello nazionale o internazionale, la Val Grande da quarant’anni non cessa di attirare l’attenzione del mondo della montagna per la presenza di innumerevoli via di roccia di pregevole bellezza estetica e notevole difficoltà tecnica. Pioniere di questi luoghi e di queste vie è stato proprio Gian Piero, valligiano “doc” (la famiglia aveva una casa nella minuscola borgata sopra Ciriè, oggi frazione di Chialamebrto) e innamorato dei suoi prati e dei suoi boschi al punto da averli messi al centro di buona parte della sua produzione letteraria. Se per Cesare Pavese Santo Stefano e le Langhe erano i luoghi del costante ritorno, per Gian Piero Motti, da molti considerato il Pavese della montagna per sensibilità e marcato simbolismo, la Val Grande di Lanzo era la sede dei ricordi d’infanzia, dell’innocenza e delle persone più care. Alcune di queste persone noi le abbiamo incontrate durante la nostra giornata, in particolare da Cesarin, la mitica osteria-bar- alimentari in cui Gian Piero e i suoi facevano tappa prima e dopo ogni scalata. Entrare da Cesarin – oggi scomparso, ma restano i figli a portare avanti il locale – è come attraversare lo specchio e ritrovarsi in un mondo di meraviglie e suggestioni. A parte il livello molto alto della cucina (che non guasta, anche in vista delle lunghe giornate di ripresa che ci aspettano!), l’ambiente “trasuda Motti” a ogni angolo e su ogni parete, tra foto d’epoca, cimeli e la copia del “registro delle vie” che Motti e il suo gruppo aggiornavano di volta in volta, su cui ovviamente abbiamo subito messo gli occhi prima ancora di ordinare vino e antipasti… Miglior inizio non poteva esserci. Che Cesarin e la sua valle tornino ad essere, dopo l’epoca mottiana, un centro pulsante di energia grazie alla nostra produzione? È quello che tutti noi ci auguriamo, ovviamente! Restate con noi.

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