Pomeriggio da Ugo Manera

Metti un tardo pomeriggio a casa Manera a fare scansioni del suo materiale d’archivio, tra cui foto scattate sulle pareti insieme a Gian Piero Motti, i numeri della Rivista della Montagna, Scàndere…

Dopo esserci confrontati su come procedere nella scrittura del film e come risolvere alcuni “intoppi” dati da qualcuno che non vorrebbe che questo doc si facesse o che vorrebbe i suoi 15 minuti di celebrità, abbiamo sfogliato le riviste e ci siamo accorti di quanto era importante la figura Gian Piero Motti nel mondo della montagna non solo per i suoi articoli più riflessivi, ma soprattutto per le recensioni tecniche minuziose che ancor’oggi sono riferimento per chi si approccia al mondo del salire e poi ridiscendere.

Una cosa ci preme ribadire: il film è una ricerca sull’uomo Motti inserito nel suo contesto, la montagna, Torino, gli anni’ 60 e ’70. E’ una ricerca per cercare di capire se oggi il mondo della montagna ha recepito in qualche modo i suoi insegnamenti, le sue indicazioni, le sue riflessioni. Questo fa una bio-pic: analizza il personaggio nel suo contesto, senza toccare in alcun modo né l’ambito familiare (lungi da noi) che quello intimo dell’anima. Con buona pace di chi invece pensa e scrive il contrario senza documentarsi né sul curriculum dei registi, né sulla casa di produzione. Perché è importante ricordare che quest’opera è il frutto di sforzi economici e lavorativi di un gruppo di persone e sostenitori che credono nella bontà delle loro azioni. Chiunque, senza informarsi a dovere prima di scrivere e parlare crea un danno a tutti, che non si può lasciar passare.

Fabio&Tiziano

ugo_manera_riprese tiziano_riprese ripresa_rivista archivio_motti_rifugio

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna al blog